Paul David Redfern
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Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, catalogato nell'ERPAC (Ente Regionale del Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia). |
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Foto Nel mese di giugno del 2013 ho partecipato, su invito, all'evento fotografico "Il tempo di 1 click". L'inaugurazione è avvenuta al Museo Civico del Territorio di Cormòns (GO). In questa occasione ho esposto assieme a: Rossano Bertolo (cianografia), Maurizio Frullani (fotografia analogica). Ha chiuso la serata inaugurale il concerto "live" "Races, sliwowitz e anomalous smiles" del compositore Giorgio Tortora. In questa particolare occasione è stato proiettato sull'edificio il mio video realizzato ad hoc per il summenzionato brano. Durante la proiezione, alla quale e stato tolto il sonoro, l'Athanor Guitar Quartet ha eseguito il brano in sincronia con il video. Foto by Giuseppina Mastrovito Cenni critici by Eliana Mogorovich - GORIZIA "Photomorfosi - Ritratti dell'anima" Il tempo che ci sfugge, che ci insegue, che inseguiamo. Il tempo che corre, raramente cammina, passa veloce, non passa mai. Il tempo che - secondo un ritmo proprio, diverso per ognuno e per ogni fase della vita - procede. E procede comunque, indipendentemente dalla nostra volontà e dal nostro essere pronti per ciò che porterà. Non possiamo fermarlo se non in un'immagine che sarà, forse, in grado di restituirci le emozioni che l'hanno accompagnata. E per riuscirci, anche ora che siamo travolti da internet, cellulari, smart phone, ipad, e anche ora, per poterlo trattenere dobbiamo ricorrere a uno strumento "antico" come la macchina fotografica. Perchè se anche rispetto a solo dieci, cinque, due anni fa i modelli e le potenzialità delle macchine fotografiche sono diversi e in continua evoluzione, il principio base rimane sempre lo stesso: premere un tasto (oggi semplicemente sfiorarlo) per sentire quel prezioso click. L'attimo che separa il flusso dell'esistenza da un suo ricordo imperituro. Complici i cellulari, oggi la vita sembra conoscere una dilatazione di momenti da immortalare e condividere. Ma proprio questa complicità garantita dalla tecnologia rischia di banalizzare l'attimo e il mezzo usato, quasi avallando la tesi di coloro che interpretano la fotografia come arte di serie b, convinzione nata dall'idea che sia la macchina a produrre e non l'artista a ideare e che pare essere suffragata dalla parsimonia con cui le mostre fotografiche vengono musealizzate trovando piuttosto spazio in luoghi non deputati all'arte come locali pubblici, cantine, qualche galleria privata. E allora Il tempo di un click va controcorrente. Come l'oggetto cui è dedicata - la fotografia, appunto vuole eternare dei momenti precisi, così la mostra intende elevare dal marasma visivo che ci circonda alcuni autori e le loro opere per ribadire l'artisticità del loro lavoro. Che, seppur sancita dall'allestimento in una sede museale, non è certificata da questa collocazione bensì dalle modalità di realizzazione di queste immagini, opere per le quali il click è solo il punto di partenza, e forse è pure quello meno esaltante. Mentre infatti per i fotografi dilettanti lo scatto è l'approdo di una emozione, per Paul David Redfern lo scatto è invece soltanto l'inizio: l'inizio di una avventura artistica, di un costante mettersi alla prova saggiando le capacità tecniche del procedimento scelto e la comunicatività di ciò che è stato immortalato. E l'emozione, con quel click preparato, studiato, meditato, non si ferma: piuttosto, comincia a liberarsi. Racconti individuali che possono trasformarsi in un'unica, continua narrazione sono le Photomorfosi di Paul David Redfern. Inserite nel ciclo "Ritratti dell'anima" cui l'autore lavora dal 2010, queste opere presuppongono la vicinanza intellettuale ed emotiva fra l'autore e la modella. E' solo conoscendo il carattere, le passioni, il mondo in cui si muovono le protagoniste dei suoi scatti che l'artista riesce a circondarle di frammenti del loro quotidiano, immortalati singolarmente in fotografie che vengono successivamente sovrapposte e infine rielaborate al computer in modo da simulare l'effetto pittorico. L'effettiva istantaneità del click si dilata nel lungo processo di post produzione che permette alla precedente esperienza di Redfern nel mondo della grafica e del collage di emergere in modo netto. Simili a pannelli pubblicitari, queste opere sono il miglior tramite per comunicare che la fotografia non è qualcosa di fuggevole e leggero: è Arte che implica e tempera manualità e concetto.
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