Paul David Redfern
Artista digitale

Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, catalogato nell'ERPAC (Ente Regionale del Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia).



Foto

Nel 2009 si inaugura a Gorizia, a Borgo Castello e nella cinquecentesca Casa Morassi, il progetto dedicato al poema dantesco: "Obiettivo Divina Commedia" (Foto). Per questo importante progetto, libera interpretazione fotografica, l'Associazione Culturale Graphiti ha creato "ad hoc" il gruppo Immaginativa e ha coinvolto, oltre al sottoscritto, anche i seguenti fotografi: Loredana Princic, Giuseppina Mastrovito, Mariano Di Clemente, Enzo Tedeschi, Cristian Cecchi e Sergio Culot.

Obiettivo Divina Commedia è stata una tra le pochissime interpretazioni esclusivamente fotografiche dedicato al noto poema. Il percorso artistico è iniziato dal foro stenopeico alla fotografia analogica in bianco e nero per proseguire con il digitale e multimediale. L'evento è stato organizzato dall'Associazione goriziana Graphiti in collaborazione con il MIBAC (Ministero Beni Culturali) e inserito nelle Giornate Europee del Patrimonio.

Dopo un anno dall'inaugurazione goriziana, nel 2010, Obiettivo Divina Commedia inaugura, presso la nuova sede dell'Istituto Italiano di Cultura di Lubiana (Capitale della Slovenia), la nuova stagione espositiva. All'inaugurazione oltre ai rappresentanti di vari Paesi europei anche il console della Repubblica di Slovenia Zorko Pelkan, Alessandro Pietromarchi (ambasciatore d'Italia) e Tommaso Coniglio (primo segretario dell'ambasciata italiana).

Oltre alle fotografie è stato presentato anche il video del backstage del progetto. Ampio spazio, inoltre, è stato dato dai media locali all'evento.
Dal Messaggero veneto:Pezzo di cultura goriziana a Lubiana".

A distanza di dieci anni, ossia nel 2020, il progetto Obiettivo Divina Commedia è stato oggetto di studio ed inserito nella Tesi di laurea dal titolo: La Divina Commedia fotografata. Laureanda Miriana Di Biase, Relatore Ilaria Schiaffini. Università della Sapienza di Roma Facoltà di Lettere e Filosofia Dipartimento di Corso di laurea in Storia dell'arte.


A sinistra:
Loredana Princic, Enzo Tedeschi, Roberta Ferrazza, Alessandro Pietromarchi (ambasciatore d'Italia), Giuseppina Mastrovito, Mariano Di Clemente e Tommaso Coniglio (primo segretario dell'ambasciata italiana).
A destra:
Giuseppina Mastrovito (Presidente di Graphiti), il console della Repubblica di Slovenia Zorko Pelkan ed il sottoscritto.
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APPENDICI
Le seguenti interviste sono state condotte dall’autrice della tesi ai fotografi Paul David Redfern, Giorgio Cossu e Paola Luciani, rispettivamente referenti per i progetti Obiettivo Divina Commedia, Tra Dante e i Re Magi e Inferno.
1) Intervista al Cav. Paul David Redfern, fotografo facente parte del progetto Obiettivo Divina Commedia, in data 15/06/2020:

M. D.B.: Com'è nato il progetto?

P. D.R.: Il progetto è nato da una idea della Dott.ssa Giuseppina Mastrovito (Operatore Beni Culturali Indirizzo Informatico), presidente della Associazione Culturale Graphiti di Gorizia che ha operato nel capoluogo isontino dal lontano 1994 al 2014 quando, non essendoci più le condizioni per proseguire, ha deciso di sciogliersi. Per il progetto “Obiettivo Divina Commedia” sono stati contattati vari fotografi che allora operavano a Gorizia ed è stato creato ad hoc il gruppo “Immaginativa”. Oltre a Giuseppina Mastrovito hanno collaborato Maria Fina Ingaliso (docente DAC-FIAF), che assieme alla Mastrovito ha scelto i temi da seguire; Cristian Cecchi, Sergio Culot, Mariano Di Clemente, Loredana Princic, Paul David Redfern ed Enzo Tedeschi.
L'idea di realizzare una interpretazione onirica illustrata della Divina Commedia non è certamente nuova. Uno degli interpreti più famosi è senza dubbio Gustave Dorè. Nel campo della fotografia però, all'epoca, nulla era stato ancora realizzato soprattutto in un progetto che univa varie tecniche fotografiche. Da qui l'idea e la nascita di “Obiettivo Divina Commedia".

M. D.B.: Qual è il vostro approccio tecnico e ideale nei confronti di questo progetto, cosa c'è alle base del suo sviluppo?

P D.R.: La particolarità di “Obiettivo Divina Commedia” sta proprio nel aver utilizzato più tecniche, mai fini a se stesse, e nel aver reinterpretato “oniricamente” il pensiero di Dante. Già il titolo fornisce una traccia per la corretta lettura del progetto ossia “Obiettivo” qui inteso come parte della fotocamera. Quella più importante, ovvero, il prolungamento dell'occhio umano. Partendo dal foro stenopeico, tra le più rudimentali forme di fotografia, passando per la fotografia analogica e digitale sino ad approdare alla fotografia in movimento il progetto si è sviluppato passo passo terminando in quello che è stato “Obiettivo Divina Commedia”.
Oltre alla realizzazione degli scatti finali il progetto ha compreso anche la scelta delle varie location, alcune trovate nella vicina Slovenia (Stato confinante con Gorizia), nonché la realizzazione fisica dell'installazione fotografica dedicata ai nove gironi danteschi. Inoltre tutti fotografi coinvolti oltre che realizzare gli singoli scatti si sono dedicati anche alla totale realizzazione degli allestimenti delle varie mostre. Per gli scatti realizzati con il foro stenopeico Mariano Di Clemente ha interpretato Dante mentre il sottoscritto interpretava Virgilio. Cristian Cecchi invece ha realizzato vari autoscatti dedicati al Purgatorio. Infine tutti i fotografi hanno interpretato vari ruoli in qualità di modelli nella serie dedicata ai gironi. In sintesi il progetto “Obiettivo Divina Commedia” è stato possibile grazie alla sinergia e collaborazione di tutti gli artisti che vi hanno aderito.

M. D.B.: Ci sono delle influenze (fotografiche o artistiche, ma magari anche letterarie o teatrali) che ti hanno ispirato durante lo svolgimento di questa serie fotografica?

P.D.R.: Per quanto riguarda le eventuali influenze, a parte il già citato Dorè, non ce ne sono state. L'idea iniziale è stata sviluppata e decisa assieme. Se si vuole cercare una influenza la si può riscontrare in ognuno dei fotografi partecipanti poiché ognuno ha dato il suo personale e singolare contributo. Ad esempio: Giuseppina Mastrovitto direttore artistico, Maria Fina Ingaliso scelta degli argomenti che più si prestavano ad interpretare fotograficamente la Divina Commedia, Sergio Culot (immagini foro stenopeico), Enzo Tedeschi (fotografia analogica), Cristian Cecchi, Loredana Princic, Mariano Di Clemente (fotografia digitale), Paul David Redfern (fotografia in movimento).
Con “Obiettivo Divina Commedia” oltre ad interpretare fotograficamente il poema si è cercato di fare, tecnicamente parlando, una sintesi storica delle varie tecnologie fotografiche. Il progetto è stato inserito nelle Giornate Europee del Patrimonio realizzate in collaborazione con il Ministero dei Beni e le Attività Culturali ed ha inaugurato la nuova sede dell'Istituto Italiano di Cultura di Lubiana, la capitale della Slovenia.

M. D.B.: Perché la scelta di determinate cantiche?

P. D.R.: Le cantiche sono state valutate dopo attento esame dei versi e di alcune illustrazioni di Doré. Giuseppina Mastrovito assieme a Maria Fina Ingaliso hanno scelto gli argomenti in base all'idea iniziale e cioè quella di interpretazione onirica delle immagini fotografiche. Tutti i fotografi hanno di volta in volta trattato l'argomento delle singole immagini sino alla definitiva stesura ovvero gli scatti finali. Quindi il risultato ultimo è stato quello di esporre fotografie realizzate con varie tecniche ma con una impronta interpretativa ben precisa ossia quella del sogno. Questo ha in definitiva determinato anche la scelta delle cantiche.

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